mercoledì 29 febbraio 2012

L'altro

E' in giornate come queste che penso: che bello avere un blog, un angolo tutto mio in cui fare quattro chiacchiere con me stessa e sentire la morbidezza ed il tepore della vicinanza di chi mi legge.
Sono molto stanca stasera. Mi sono fermata cinque minuti dal su e giù di questi giorni e sento che sto per crollare.
Marte è sempre in ospedale perché l'occhio è ancora pieno di sangue e non sanno valutare il danno reale. Potrebbe anche non avere niente per quanto ne sanno. Jasper mi telefona spesso durante il giorno per chiedermi pareri sulle ultime fasi di preparazione dell'evento. Domani arrivano gli ospiti dell'azienda e sembra tutto pronto. Parlando onestamente credo che Jasper se la cavi benissimo anche senza di me. Credo che mi abbia chiamato spesso per farmi sentire partecipe, per farmi capire che in fondo il lavoro è mio. Se è così credo di aver trovato un buon "compagno" di lavoro. Staremo a vedere...
Mi mette molta tristezza pensare che sabato sera dovrò lavorare e gestire la situazione senza la presenza di Marte. Anche se ci fosse stato, il suo ruolo non era comunque quello di stare accanto a me, ma accanto ai suoi colleghi, ma saperlo lì sarebbe stata un'altra cosa. Che sabato sia ancora in ospedale o che sia a casa, comunque mi dispiacerà saperlo solo (o con la madre!) mentre lavoro. Ma c'è poco altro da fare...

Sapete che alla fine il compagno di Jasper non sono riuscita a conoscerlo? La sera dell'aperitivo si è presentato da solo dicendo che il suo ragazzo si era sentito poco bene e che aveva preferito restare a casa. Non che la serata sia andata male, anzi, ma ero così curiosa. E sono ancora curiosa. Che tipo può essere il compagno dell'uomo più serio del mondo? Secondo me Jasper ha il pigiama a forma di vestito da uomo con tanto di giacca e cravatta e al posto delle babbucce usa le scarpe di Ferragamo. Sarà così anche l'altro o sarà invece amante dei vestiti sgargianti e andrà in giro ancheggiando?

lunedì 27 febbraio 2012

Retina

Marte è stato ricoverato oggi per un principio di distacco della retina (indovinate come è successo?). Evito di perdermi in dettagli se no mi incazzo il triplo che anzichè continuare a dare e prendere cazzotti in palestra poteva chiamarmi subito e correre al pronto soccorso e invece no... e l'orgoglio dove lo metti? Lo saprei io dove metterlo...
Jasper mi ha detto che agli ultimi dettagli del lavoro che stiamo portando avanti insieme ci pensa lui e non so se questa sia una cosa buona o cattiva. Dovrei essere io a pensare alle cose e lui a farle. Ma ovviamente non può essere diversamente ora come ora, quindi meno male che c'è lui.
Eleonora (la mamma di Marte) manca poco ci restava secca quando gliel'ho detto. Si è precipitata e, sinceramente, avrei fatto ricoverare volentieri anche lei ma alla neuro. Capisco l'ansia, capisco che in una persona non più giovane e con instabilità emotiva l'ansia aumenti a dismisura, ma non mi rende le cose più facili anzi. Mia madre si è offerta di venire a darmi una mano in casa, ma ho declinato l'offerta. Ci manca pure lei e poi il manicomio è al completo. Ora aspetto Jasper per una riunione volante, poi richiamo Marte per la buonanotte che oggi quando sono andata via manca poco piangevo e un infermiere mi ha detto "ehhhh che sarà mai" e l'avrei voluto massacrare di calci. E poi do un'occhiata alla borsa per vedere se ho messo tutto quello che mi ha chiesto e vado a letto...Sempre ammesso che riesca a chiudere occhio.

domenica 26 febbraio 2012

Piano B

Questa settimana è quella del grande "debutto". E' tutto pronto (o quasi) ma un evento senza incidenti, piccoli o grandi, non esiste al mondo. Questi ultimi giorni serviranno per delineare il piano B e anche il piano C in caso di disastro nucleare concentrato nel raggio di azione del nostro evento. Ho appena prenotato un volo per l'Inghilterra per una quattro giorni di britannica evasione a fine aprile con il mio Pianeta preferito e stasera aperitivo di mezzanotte con Marte, Jasper e il suo uomo per festeggiare il festeggiabile. Notte notte!

giovedì 23 febbraio 2012

Sveglia

Sognare di sedurre l'uomo che desideri (uomo senza volto e senz'anima, ovviamente. Non so voi ma io non sogno quasi mai persone vere), inseguirsi per tutto il sogno, desiderarsi, cercare un angolo nello spazio e nel tempo solo per noi, lontano da tutti. Trovarlo, toccarsi, cercarsi, mettersi in ginocchio, togliergli la cintura, abbassargli la zip e... sentire la sveglia che ti entra violenta nel cervello e ti sbatte senza delicatezza nella vita vera. Proprio in quel momento. 
Non voglio prenderlo come un segnale, ma... vaffanculo. Che giornata cominciata male!

mercoledì 22 febbraio 2012

Fantasie

Marte lavora nello studio e io ho voglia di toccarmi. Sono stanca, ma ho voglia. Sento i capezzoli duri sotto la maglia e gocce di voglia bagnarmi gli slip. Devo farlo. I miei pensieri andranno alle solite situazioni violente, senza regole. Non a Marte. Ne abbiamo parlato e lui sa quali sono le fantasie che mi eccitano quando gioco con me stessa. Lui quando lo fa ha bisogno di immagini, non necessariamente esplicite, anche solo accennate; io ho bisogno di pensare al mio corpo preso con la forza. Non c'è niente di male e ci capiamo. Non siamo gelosi delle fantasie dell'altro.

Grazie

Ieri io e Jasper abbiamo fatto colazione insieme. Mi sono svegliata con un appetito famelico addosso, ma mi sono inflitta l’attesa perché avevo voglia di fare colazione al bar con il mio collega.
Latte bianco super schiumoso, cornetto dolce e cornetto salato. Lui un caffè. L’ho guardato con occhi impietositi dal suo poco appetito mentre lui mi guardava con sguardo allibito per la mia dieta da cucciolo di dinosauro.

Abbiamo finalmente scelto la location per la festa: una delle sale dell’hotel che ospiterà i nostri clienti. Ci voleva la scienza, penserete voi e invece ci abbiamo messo un po’ per deciderci visto che c’erano delle alternative anche più valide ma forse non più comode. L’evento è una piccola cosa, il tempo è quello che è, meglio evitare troppi spostamenti scomodi (e costosi). Dobbiamo ancora valutare attentamente chi si occuperà del catering e scegliere il menu, ma ci penseremo oggi.

Ieri, in compenso, sono andata a trovare Roberto in ufficio, con Jasper al seguito. Doveva essere una visita lampo e Jasper avrebbe dovuto farsi i cazzetti suoi in attesa della sottoscritta, ma non è stato né l’uno né l’altro.

Roberto ci ha raggiunti nella hall e poi ci ha invitati al bar per il brunch che considerando la mia impazienza e la poca voglia di parlare di cose così private davanti ad un estraneo (si siamo colleghi, ci troviamo bene però…) è stato decisamente più veloce e meno abbondante della colazione.

Gli ho detto che sono passata per sapere come stava e che io ci sono se ha bisogno. E’ bastato questo per fargli arrivare il messaggio e abbiamo cambiato discorso. Gli ho presentato Jasper, l’ho aggiornato sull’evento a cui stiamo lavorando e aggiunto un paio di parole in più per non affossare la conversazione dopo due minuti. Appena andati via Jasper ha cominciato ad assumere l’espressione da “mumble mumble” e poi mi fa “io lui l’ho già visto da qualche parte ma non mi ricordo dove”. L’avrai incontrato per lavoro, ho risposto. Cioè ci sta, non è che siamo a New York. “No, non ne sono sicuro, ma mi pare proprio di no”. Va beh dai, chi se ne importa, ti verrà in mente. Ma non mi sembrava convinto. Ora non farti venire l’ossessione, ti verrà in mente e anche se non dovesse venirti in mente pazienza. Sì hai ragione, male che vada glielo chiedo la prossima volta che lo incontro. Mica è detto che ci sia una prossima volta, dico io. Chi può dirlo?….dice lui.
E chiudiamo lì il discorso. Il tempo di fare cinque metri e ricevo un sms da Roberto: “grazie”. Spero di non dovermene pentire.