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martedì 28 maggio 2013

Cene aziendali e arte che commuove

Venerdì scorso ho avuto l'onore (è sarcastico nel caso non si fosse capito) di accompagnare il mio uomo ad una delle numerose cene aziendali che vengono organizzate durante l'anno fra le mura della società della quale ormai è socio a tutti gli effetti. Si perché loro mica vanno al ristorante. Che scherzi?! Magari gli capita un tavolo in mezzo ad altre persone, in mezzo alla plebaglia fiorentina, alla feccia reduce del Bargello  (ultimamente mi capita di entrare sempre più spesso in modalità "Da Vinci's demons - Lorenzo il Magnifico" quando prendo in giro i colleghi di mio marito)! Meglio il catering in azienda così stiamo tutti belli puliti e disinfettati e i gossip squallidi rimangono tutti in famiglia. 

Ok ora che mi sono sfogata butto giù un sorso di tè e cerco di purificarmi dai ricordi della serata scrivendo due righe senza bile.

Tra le numerose fortune che hanno accompagnato la mia scelta del compagno della vita, c'è anche quella di avere un complice in praticamente tutte le cose che faccio e che penso. Marte è in realtà come Batman: ha una doppia identità. Lui lavora come è giusto lavorare, si veste come è giusto vestirsi in certi ambienti, ma in realtà i momenti che preferisce sono i pugni sul sacco la sera in palestra, le bestemmie che partono quando assiste alle partite di calcio in costume e, almeno così mi auguro, le scopate con la moglie. Sì perché ci tengo a precisare non senza orgoglio che noi scopiamo, non facciamo l'amore.

Quindi venerdì tra una portata e l'altra ci siamo fatti insieme parecchie grosse risate. Personalmente, quando partecipo a queste cose, rimango sempre con un po' di amarezza. Mi vengono in mente le difficoltà che Marte ha dovuto superare per farsi accettare e gli sforzi che sta ancora facendo visto che non è che tutti tutti gli vogliono un gran bene. Invidie, parlottii e sparlottii, cattiverie varie gli rendono la vita piuttosto complessa e questo mi rende infelice. Poi mi viene anche in mente che quando Marte "simpatizzava" con la sua ex in ufficio tutti sapevano tutto, ma nessuno ha mai minimamente pensato di dirmelo, all'epoca. 
Sacrosanto, ci mancherebbe, tra moglie e marito non mettere il dito, chi si fa i cazzi suoi campa 100 anni e poi a chi non è successo di coprire il tradimento di un amico o collega? Io stessa anni fa mi sono ritrovata a fare il palo per una collega che scopava nella stanza accanto a quella dove c'era il marito che io cercavo di intrattenere con chiacchiere idiote mentre manca poco mi veniva un infarto. E quindi okkei, lo capisco che i cornuti sono sempre gli ultimi a sapere le cose però, comunque, guardarli in faccia mi da sempre un certo prurito. 

Nota positiva: ho rivisto Emanuele che era un bel pò. Che bello che è, che persona fantastimeravigliosa. Lo adoro. Posso definirla praticamente una cotta, una sorta di amor cortese che non riesco oggettivamente a tenere nascosto. E visto che l'affetto è così fortemente ricambiato la cosa mi rende ancora più cotta. Ora non mi va di fare il resoconto finale delle sue avventure erotico-sentimentali con la mia amica Aradia, ma comunque venerdì ci ha presentato una signora decisamente più vecchia che l'ha accompagnato, ma a fine serata mi ha chiesto di Aradia. Gli ho detto che non la sento da un po' e che è sempre "felicemente" accompagnata, ma in realtà di tanto in tanto anche lei mi chiede di lui. E una volta mi ha detto che se l'è sognato di notte mentre scopavano e che la mattina si è messa a piangere. E che da quel momento è diventato una specie di sogno ricorrente per settimane e settimane e non riusciva a toglierselo dalla testa nemmeno quando lo faceva con il suo compagno. Anzi era pure peggio. Va beh per farla breve io ad Emanuele non ho detto niente. Sono cose private e non voglio riaccendere passioni che magari i diretti interessati non vogliono riaccendere. O forse avrei dovuto? Cazzo... 

Anyway... 
A fine serata siamo letteralmente scappati, io e mio marito, abbiamo lasciato la macchina sotto l'ufficio e abbiamo camminato fino a casa. Prima di rientrare ci siamo fermati davanti ad una chiesetta deliziosa dalla quale proveniva una musica meravigliosa. Siamo entrati, abbiamo preso posto ed abbiamo assistito ad un concerto per pianoforte organizzato da un'associazione di volontari che ho poi scoperto essere piuttosto conosciuta nel quartiere. Un ragazzo di neanche venti anni ha eseguito, tra le altre cose, un pezzo di Chopin con talmente tanta passione da farmi piangere. Mi sono messa lettaralmente a piangere. Che meraviglia...

mercoledì 8 maggio 2013

Al lavoro!

L'agenzia per la quale lavoro che fornisce "matreriale umano" anche ad un'altra agenzia (che immagino rifornisca materiale umano ad un'ennessima altra altra agenzia. Ormai non si sa più chi è che ti paga) mi ha chiamato stamani per chiedermi di sostituire una ragazza ad un evento istituzionale internazionale organizzato in questi giorni in città. Nonostante solitamente non dia disponibilità nei giorni infrasettimanali, l'evento ha una certa portata culturale e durerà ancora qualche giorno e, obiettivamente, è una buona occasione per rientrare piano piano in un certo giro. E poi, nonostante Marte non mi faccia mancare niente, guadagnare due lire tutte mie non è che mi fa schifo. E quindi... al .lavoro!


mercoledì 10 aprile 2013

Qualcosa in più

Rileggendo velocemente alcuni vecchi post ho notato che da quando Splinder ci ha sfrattati e da quando ho riaperto il blog qui, non mi sono poi tanto dedicata a riportare la mia vita con la dovizia di dettagli di prima.
Oltre il fatto che l'anno scorso ho scritto pochissimo e saltato interi "pezzi" di vita. 

Non che ora mi possa permettere di riprende in mano il blog come facevo prima, ma cercherò magari di tappare alcuni buchi che reputo comunque importanti.

Allora: l'occhietto di Marte non è mai guarito del tutto. Il distacco della retina che era stato ipotizzato all'inizio è l'unica cosa di cui non ha mai sofferto in realtà. L'occhio ha subito un colpo talmente forte da essersi praticamente schiacciato al suo interno togliendogli la vista. Adesso ha recuperato qualche diottria ma posso dire che praticamente non vede da quell'occhio.

Dopo i mesi passati tra ospedali e controlli (lui per l'occhio e io per la gravidanza), lo stress per il lavoro, per la nuova casa, per la nuova vita ecc ecc avrei voluto uccidere quello che sul ring gli ha tirato un colpo talmente forte da avergli massacrato un occhio.
Ci sono stati dei momenti in cui veramente l'ho odiato. Anche perchè è praticamente ignaro del danno visto che Marte non gli ha mai detto niente di troppo preciso. Mio marito, oltre a ritenere inutile qualunque tipo di vendetta, considera il suo incidente come una normale conseguenza dello sport che ha praticato per tanto tempo. E quindi non è colpa di nessuno. 
In teoria non posso dargli torto, ma quando sono stata mai una persona equilibrata, riflessiva e pacata?

Lavoro di Marte. Alla fine, dopo non brevi riflessioni, ha preso in tutto e per tutto il posto del padre. Con oneri ed onori, ma soprattutto oneri. Stiamo bene, economicamente parlando, è ovvio, ma la mole di stress che deve sopportare quotidianamente è inimmaginabile e nonostante il suo carattere forte,  fin troppe volte lo vedo preoccupato e cupo. Di cambiare non se ne parla e lo capisco. Fino a quando ha potuto ha fatto quello che ha voluto (ma veramente veramente) ma adesso, al di là di avere moglie e figlia, sente la necessità di quella stabilità che ha sempre mal sopportato. In fondo gli piace avere un ufficio tutto suo, delle responsabilità, delle occasioni per far vedere quanto vale. E' come la boxe, solo che ad un livello metaforico e finalizzato a qualcosa di meglio, oserei dire.

Io. Diciamo che le mie attività sono principalmente due: mia figlia e un impegno part-time con un'agenzia che offre personale alle sale congressi (tra le altre cose). Il primo è ovviamente l'impegno maggiore e quello per cui, al momento, mi sento maggiormente predisposta. Il secondo, per quanto economicamente non necessario, è un modo per rimanere ancorata almeno un pò a quello che ho studiato e all'ambiente che in più occasioni mi è capitato di frequentare. Coordino. accolgo, accompagno, traduco, interpreto, aiuto senza più pompini indesiderati però. 

Volendo impegnarsi veramente avrei la possibilità di fare carriera e di viaggiare di tanto in tanto, ma non è una cosa che voglio fare adesso. Magari più in là quando mia figlia sarà più grande. 

La mia attività di organizzatrice di eventi è, in teoria, ancora in piedi, ma in pratica impossibile da seguire come vorrei al momento. Quando si ha un'attività propria o la si segue per bene o è meglio lasciar perdere. Con Jasper ci incontriamo spesso, sia a lavoro, che fuori. Qualche tempo fa, in preda ai fumi dell'alcol (due dry martini striminziti figuriamoci se è tipo da tracannare casse di birra) mi ha confessato che c'è stato un momento in cui aveva voglia di scoparsi mio marito. Ma va? Chi l'avrebbe mai detto. Mi ha detto che un paio di volte se l'è pure sognato la notte e la mattina ha fatto sesso con il suo compagno, immaginando che dietro ci fosse Marte. Ho cercato di nascondere l'assurda sensazione che mi è presa e che non saprei oggettivamente definire. Gelosia? Nooo. Rabbia? E perché? Imbarazzo? Forse un po'. 
Gli ho chiesto se magari da oggi in poi può evitare di entrare nei dettagli e lui ha detto ok. Anzi superato l hangover non mi ha parlato per giorni per la vergogna ma adesso è tutto ok. 

Dov'ero rimasta? Ah il mio lavoro. Roberto mi ha aiutato molto ad entrare nel giro buono. Buono in tutti i sensi. Non solo nel senso di giro che ti da dei buoni lavori ma di giro che ti da dei lavori in cui non sei tenuta a calarti le mutande. Non è poco uscire da un ambiente ed entrare in un altro. E proprio per evitare incontri poco piacevoli accetto per lo più congressi di aziende estere, in città e fuori, almeno sono sicura di non incontrare qualche eccellente membro della mia precedente clientela. Che palle...

Roberto. Sulla sua vita matrimoniale ci sarebbe da parlare per ore. Anzi si dovrebbe aprire un intero blog. Mi vuole, ancora, e non lo nasconde per niente. Non so se è diventato una specie di gioco o ci crede davvero. 
Contrariamente a quello che pensavo e a quello che lui stesso mi aveva portato a pensare, i suoi incontri occasionali extra matrimoniali sono davvero ridotti ai minimi termini. O almeno da quanto ne so. Me l'ero immaginato con un harem di amanti e invece ne ha solo una. A cui sto cordialmente sulle palle ben ricambiata. Ma che vuole? Chi se la caga? Vacca....

Casa nuova. Abbiamo venduto i nostri due appartamentini in città e aggiungendo qualcosa (più di qualcosa) abbiamo preso una villettina (-ina) in collina. Il clima è decisamente migliore, la vista stupenda e la vita meno trafficata. In bene ed in male. L'aria è un pò troppo pregna di odori in primavera però e quando gli odori raggiungono le narici giuste è difficile, difficilissimo non restarne quantomeno scossi. Cosa voglio dire? Tutto a suo tempo...

mercoledì 29 febbraio 2012

L'altro

E' in giornate come queste che penso: che bello avere un blog, un angolo tutto mio in cui fare quattro chiacchiere con me stessa e sentire la morbidezza ed il tepore della vicinanza di chi mi legge.
Sono molto stanca stasera. Mi sono fermata cinque minuti dal su e giù di questi giorni e sento che sto per crollare.
Marte è sempre in ospedale perché l'occhio è ancora pieno di sangue e non sanno valutare il danno reale. Potrebbe anche non avere niente per quanto ne sanno. Jasper mi telefona spesso durante il giorno per chiedermi pareri sulle ultime fasi di preparazione dell'evento. Domani arrivano gli ospiti dell'azienda e sembra tutto pronto. Parlando onestamente credo che Jasper se la cavi benissimo anche senza di me. Credo che mi abbia chiamato spesso per farmi sentire partecipe, per farmi capire che in fondo il lavoro è mio. Se è così credo di aver trovato un buon "compagno" di lavoro. Staremo a vedere...
Mi mette molta tristezza pensare che sabato sera dovrò lavorare e gestire la situazione senza la presenza di Marte. Anche se ci fosse stato, il suo ruolo non era comunque quello di stare accanto a me, ma accanto ai suoi colleghi, ma saperlo lì sarebbe stata un'altra cosa. Che sabato sia ancora in ospedale o che sia a casa, comunque mi dispiacerà saperlo solo (o con la madre!) mentre lavoro. Ma c'è poco altro da fare...

Sapete che alla fine il compagno di Jasper non sono riuscita a conoscerlo? La sera dell'aperitivo si è presentato da solo dicendo che il suo ragazzo si era sentito poco bene e che aveva preferito restare a casa. Non che la serata sia andata male, anzi, ma ero così curiosa. E sono ancora curiosa. Che tipo può essere il compagno dell'uomo più serio del mondo? Secondo me Jasper ha il pigiama a forma di vestito da uomo con tanto di giacca e cravatta e al posto delle babbucce usa le scarpe di Ferragamo. Sarà così anche l'altro o sarà invece amante dei vestiti sgargianti e andrà in giro ancheggiando?

domenica 26 febbraio 2012

Piano B

Questa settimana è quella del grande "debutto". E' tutto pronto (o quasi) ma un evento senza incidenti, piccoli o grandi, non esiste al mondo. Questi ultimi giorni serviranno per delineare il piano B e anche il piano C in caso di disastro nucleare concentrato nel raggio di azione del nostro evento. Ho appena prenotato un volo per l'Inghilterra per una quattro giorni di britannica evasione a fine aprile con il mio Pianeta preferito e stasera aperitivo di mezzanotte con Marte, Jasper e il suo uomo per festeggiare il festeggiabile. Notte notte!

mercoledì 22 febbraio 2012

Grazie

Ieri io e Jasper abbiamo fatto colazione insieme. Mi sono svegliata con un appetito famelico addosso, ma mi sono inflitta l’attesa perché avevo voglia di fare colazione al bar con il mio collega.
Latte bianco super schiumoso, cornetto dolce e cornetto salato. Lui un caffè. L’ho guardato con occhi impietositi dal suo poco appetito mentre lui mi guardava con sguardo allibito per la mia dieta da cucciolo di dinosauro.

Abbiamo finalmente scelto la location per la festa: una delle sale dell’hotel che ospiterà i nostri clienti. Ci voleva la scienza, penserete voi e invece ci abbiamo messo un po’ per deciderci visto che c’erano delle alternative anche più valide ma forse non più comode. L’evento è una piccola cosa, il tempo è quello che è, meglio evitare troppi spostamenti scomodi (e costosi). Dobbiamo ancora valutare attentamente chi si occuperà del catering e scegliere il menu, ma ci penseremo oggi.

Ieri, in compenso, sono andata a trovare Roberto in ufficio, con Jasper al seguito. Doveva essere una visita lampo e Jasper avrebbe dovuto farsi i cazzetti suoi in attesa della sottoscritta, ma non è stato né l’uno né l’altro.

Roberto ci ha raggiunti nella hall e poi ci ha invitati al bar per il brunch che considerando la mia impazienza e la poca voglia di parlare di cose così private davanti ad un estraneo (si siamo colleghi, ci troviamo bene però…) è stato decisamente più veloce e meno abbondante della colazione.

Gli ho detto che sono passata per sapere come stava e che io ci sono se ha bisogno. E’ bastato questo per fargli arrivare il messaggio e abbiamo cambiato discorso. Gli ho presentato Jasper, l’ho aggiornato sull’evento a cui stiamo lavorando e aggiunto un paio di parole in più per non affossare la conversazione dopo due minuti. Appena andati via Jasper ha cominciato ad assumere l’espressione da “mumble mumble” e poi mi fa “io lui l’ho già visto da qualche parte ma non mi ricordo dove”. L’avrai incontrato per lavoro, ho risposto. Cioè ci sta, non è che siamo a New York. “No, non ne sono sicuro, ma mi pare proprio di no”. Va beh dai, chi se ne importa, ti verrà in mente. Ma non mi sembrava convinto. Ora non farti venire l’ossessione, ti verrà in mente e anche se non dovesse venirti in mente pazienza. Sì hai ragione, male che vada glielo chiedo la prossima volta che lo incontro. Mica è detto che ci sia una prossima volta, dico io. Chi può dirlo?….dice lui.
E chiudiamo lì il discorso. Il tempo di fare cinque metri e ricevo un sms da Roberto: “grazie”. Spero di non dovermene pentire.

giovedì 9 febbraio 2012

Scusa

Stasera sono proprio stanca. Ho lavorato fino a tardi e nonostante l'eccitazione per i risultati raggiunti, la stanchezza mi è davvero entrata nelle vene. Ma mi va di raccontarvi una cosa prima di crollare…

Oggi pomeriggio è venuto Jasper per una riunione. Doveva restare un paio d'ore ed è rimasto fino a dopo cena. Verso le otto vado in cucina a preparare una sorta di apericena + prosecco e vino a volontà (che ovviamente quando si deve rimanere concentrati è ottimo no?) e ci mettiamo a mangiucchiare e a bere mentre riassumiamo le cose fatte e quelle da fare. L'hotel l'abbiamo scelto e va solo prenotato, lo conosciamo bene entrambi e ci da piena fiducia. E' relativamente vicino all'azienda, ha un sacco di stelle e stelline e non lesinano nei servizi extra. Per la festa di fine lavori ci sono tre posti papabili, ma dobbiamo fare il sopralluogo a tutti e tre quindi ci prendiamo ancora qualche giorno. Massimo lunedì dobbiamo scegliere.

Verso le nove, in pieno delirio da vino e febbrile lavoro (anche se il delirio era solo mio visto che Jasper credo sia la persona più seria che abbia mai conosciuto), sento Marte che rientra dalla palestra. Entra in casa, appoggia la borsa nell'ingresso e viene verso la sala. Ovviamente gli ho parlato di Jasper e sapeva che ci saremmo visti oggi e che ci vedremo spesso nelle prossime settimane. E Jasper sa che convivo quindi tutto ok. Marte entra, Jasper fa per alzarsi e salutare, Marte gli fa cenno di stare comodo e si danno la mano Marte mezzo piegato in giù e Jasper mezzo alzato in su. Marte regala la sua solita stretta stritolatrice che ormai temo gli venga spontanea pure con la vecchietta col Parkinson del quarto piano, mi bacia, prende al volo un tramezzino e se ne va in cucina per lasciarci in pace. Jasper scuote la mano molto professionalmente e si presenta con nome e cognome tipo colloquio di lavoro e fa per risedersi. 
E... ed è lì che succede. E' lì che ho visto questa cosa che mi ha lasciato a metà tra il divertita e lo stupita. Perché non me l'aspettavo. Mentre si risedeva, Jasper ha spostato l'occhio verso Marte, anzi credo di poter dire che l'abbia spostato verso i pettorali del mio uomo e si è soffermato almeno cinque interminabili secondi prima di rimettersi seduto. Non ho resistito e mi è uscita una risatina soffocata. Lui mi guarda e mi chiede che c'è. Dico “niente”. Lui insiste in modo un po' troppo pressante per essere una situazione normale. Ha capito che ho capito. Gli spiego che mi è sembrato buffo che guardasse Marte in quel modo. In che modo? In quel modo lì, gli rispondo, dai non fare il finto tonto. Rimane in silenzio. Gli spiego che non c'è niente di male, che capita a tutti di soffermarsi un attimo su una persona che magari lì per lì ci ha colpito. Diventa subito serio e mi chiede scusa. Scusa? Ma scusa di che? Non c'è la fucilazione per chi guarda i compagni altrui anche perché credo che Jasper non sia l'unico ad esserci inciampato. Marte gli sguardi li attira comunque. Mi richiede scusa molto seriamente, senza fare scene, mi dice che non l'ha fatto apposta (ah no?). Gli rispondo che mi da fastidio che lui mi chieda scusa come se avesse qualche terribile colpa da espiare. Pensare non è peccato. Guardare non è peccato.

Gli chiedo se posso fargli una domanda personale e mi dice “non lo so”. Gliela faccio lo stesso. Gli chiedo che tipo di rapporto ha con il suo compagno. Mi chiede “in che senso?”, “nel senso se hai un compagno molto geloso, se in questo momento stai chiedendo scusa a me o a lui o a te stesso”. Inspira come per prepararsi alla rivelazione del secolo e poi non dice niente. Si sistema mille volte sulla poltrona, poi ci ripensa e si alza e dice che è l'ora di andare. Niente in contrario ma gli dico che mi dispiace che vada via per la mia domanda, non volevo offenderlo. “Non mi hai offeso ma è tardi e siamo stanchi meglio se finiamo qui la riunione e ci vediamo domani”. Perfetto. Sicuro che vada tutto bene? Sicuro. Ok allora. Prende cappotto, sciarpa e cappello e prima di andare via saluta Marte che intanto si è riaffacciato sulla sala. Jasper è palesemente imbarazzato e non regge lo sguardo di Marte e abbassa la testa. Marte mi guarda e mi fa la faccia di chi chiede “che cazzo succede?”. Scuoto la testa a dire “niente niente” e accompagno Jasper alla porta.

Rientro in sala un po’ pensierosa e Marte mi fa: te l’avevo detto che domani c’è la cena con i colleghi?
“Ma, veramente no”.
“Okkei, domani c’è la cena con i colleghi, da solo non vado”
“Cazzo”

mercoledì 8 febbraio 2012

Jasper

Un paio di giorni fa ho chiamato una collega, che è anzi molto più di una collega visto che fa il mio lavoro da più tempo e ha coordinato l'evento organizzato all'albergo di Roberto in cui sono stata inserita per puro miracolo. E' una donna molto in gamba e io adoro rimanere in contatto con donne molto in gamba. Donne con le palle, per intenderci. Non è lesbica (almeno credo), non è brutta, non è stupida, ma ha le palle troppo grosse per riuscire a stare insieme agli invertebrati che gli sono capitati a tiro in questi anni. La sera finale dell'evento, dopo che quasi tutti erano andati via, ci siamo sdraiate sulle poltrone, ci siamo tolte le scarpe e abbiamo chiacchierato come si fa tra sconosciute al bar. Sorseggiando vino e dicendo tutto (o quasi) quello che ti passa per la mente. Anche queste piccole cose sono come una scintilla d'amore, come un momento di simbiosi non programmato il cui dolce sapore ti resta in bocca per tanto tempo. Nonostante la grande forza di volontà e l'amore incondizionato per il suo lavoro, si vede che vorrebbe un compagno all'altezza. Uno che sia uomo davvero, di nome e di fatto non uno di quegli imbecilli attirati dalle donne forti che poi si lamentano se la suddetta donna lavora anche il weekend e a cui piace intrattenere conversazioni intelligenti con altri uomini che finiscono per corteggiarla.

Comunque, tornando a noi... l'ho chiamata perchè per questo lavoro ho bisogno di una spalla, una persona su cui poter fare totale affidamento, che conosca il mestiere, che sia sveglia e pronta e che sappia che in questo momento della mia nuova carriera non posso fare promesse a lungo termine. Una persona che prenda quello che posso darle, con cui lavorare bene. Mi ha fatto il nome di un suo amico/collega non proprio agli inizii ma quasi. Molto intelligente, pieno di entusiasmo e carico di quella furbizia che in certi ambienti non stona mai. 

Stamani ci siamo incontrati qui da me. Si chiama ... Jasper. Non me l'ha detto ma... dai... si chiamerà Gaspare visto che è fiorentino doc di schiatta fiorentina. Ma chi sono io per contestare la sua voglia di cambiar nome? E vada per Jasper. Ed è gay. Ed è figo. La sua gaiezza è assolutamente uno stato interiore non un modo di apparire e se non mi avesse parlato del suo compagno non l'avrei neanche potuto assicurare con assoluta certezza. E' uomo nel senso mio di uomo. Sicuro di sè, provvisto di uno sguardo affilato che non lesina a regalare quando ti parla e trasuda testosterone da tutte le parti. Mi ha messo a disagio all'inizio devo essere sincera. Come mi succedeva all'inizio con Filippo, l'amante/compagno di Paolo (chi non mi leggeva su splinder non saprà nemmeno di cosa sto parlando ma ora non ho voglia di ricordare). Solo che Filippo odorava oggettivamente di donna, Jasper proprio no. Dio Santo che cosa strana. Che strana sensazione.
Per farla breve ci siamo piaciuti e lavoreremo insieme. Io coordino e lui mi fa da spalla/tuttofare. E guai a lui se cerca di scavalcarmi, se prende decisioni senza avvisarmi o se tenta di fregarmi il cliente (che anche se è mio suocero non ci mette niente a farsi fregare se trova uno che fa lo stesso lavoro a meno). Abbiamo parlato del lavoro che ci aspetta, delle fasi da affrontare prima e di quelle da affrontare dopo, del personale da allertare, delle locations che ci serviranno eccetera eccetera. Oggi sistemo casa, metto a posto l'ufficio, preparo il materiale che ci serve e pianifico le riunioni organizzative e domani, tosse o meno, si ricomincia ad ubriacarci di lavoro.

ps: ho visto solo oggi la classifica dei Macchianera Blog Awards 2011. Mi sono quindi resa conto solo oggi di essere arrivata seconda nella mia categoria a meno di venti punti dalla prima. Io sono rimasta basita. Non lo sapevo, avevo perso il filo, con tutte le cose da fare non avevo più seguito la cosa nonostante lo reputi un riconoscimento molto gradevole. Che dire grazie...3259 persone hanno votato per il mio blog. Si sono messe lì a votare, tra gli altri, anche per me. Sono sinceramente colpita e commossa. Grazie...

lunedì 30 gennaio 2012

Pesanti

Sono distrutta. Ma soddisfatta, ovviamente. Con un po' di retrogusto amaro in bocca. No niente pompini volanti con l'ingoio, solo una breve riunione organizzativa in ufficio da Marte, anzi da suo padre, per riaggiornarmi sulle necesittà del cliente e per illustrare le fasi che intendo seguire per organizzare questa cosa. Non so se l'ho già detto, ma in ufficio da Marte non sono esattamente la beniamina. Nessuno ha mai avuto il coraggio di dirmi niente, anzi, sono tutti sorrisi e smancerie (quasi tutti) ma non sono cretina e certe cose le sento come si sente il fiato pesante di uno che ti sta accanto. Sì ecco quegli sguardi sono pesanti come il fiato pesante. Sono la raccomandata, la mignotta che ha avuto la botta di culo della vita quando si è presa il figlio del capo. Come se di mio non valessi niente, ovviamente. Come se il mio fosse un valore di riflesso dato da Marte. La cosa bella è che prima guardavano Marte così, come un demente che ha preso il lavoro solo perché figlio del solito capo. Ci ha sofferto a lungo per questa cosa e ha dovuto lottare tanto per dimostrare che si merita il suo lavoro. E poi sono arrivata io e il bersaglio è cambiato. Di tanto in tanto, quando mi lamento della grettezza dei suoi colleghi, mi sorride e mi dice che da quando stiamo insieme hanno qualcun altro di cui parlar male e lui può stare tranquillo =) Stronzone...
Comunque la riunione è andata bene, l'atmosfera era professionale come piace a me e non alla cazzo di cane solo perchè siamo "imparentati". Domani mi vedo con Roberto nel suo ufficio perché non sono sicura che il suo albergo vada bene stavolta. La maggior parte degli incontri saranno nella loro sala riunioni, quella dell'azienda, quindi l'albergo serve per le camere e per una sorta di festino di fine lavori. Festino nel senso di festa piccola e non di festa/orgia. =) Domani vedrò, ora ho solo bisogno di un bagno rilassante e di un massaggio lombare.  Notte mondo.

domenica 29 gennaio 2012

Ihhhhhhhhhhhhhhhhhhh caxxo caxxo caxxo!!

Il padre di Marte (sì è provvisto di nome proprio di persona ma visto che è un "brutto ceffo" preferisco chiamarlo con lo pseudonimo segreto "padre di Marte") mi ha chiamato per un lavoro. Ha "bypassato" il figlio e ha cercato me. Mi ha chiesto di organizzargli una due giorni di meeting&briefing&chatting con colleghi fuori sede. Me l'aveva detto che l'avrebbe fatto quando Marte gli ha accennato alla mia nuova attività e considerando che Marte gli ha accennato alla mia nuova attività esclusivamente per farmi reclutare ('mporta assai a lui di dire al padre quello che facciamo e che non facciamo) direi che il passaparola ha funzionato. E' una cosa piccola ma... cazzo è il primo evento aziendale che coordinerò come ditta e già solo pensare alle varie cose da fare mi eccita da morire! Chiamo Roberto per valutare insieme gli spazi e l'alloggio, SWOT analysis volante e poi butto giù una lista di priorità e recluto un paio di colleghe del giro...ehm... di questo giro nuovo non di quello vecchio. Anche se non escludo che pure quello vecchio possa servire... no, ma no... certa gente c'ha già l'amante incorporata non va mica a mignotte. Più o meno. Va beh ma poi che c'entro io mica sono una pappona. Ma che schifo.
Non mi ha chiesto neanche il preventivo! Il vecchio dico (Marte lo chiama "il vecchio" non io. Ho solo preso in prestito un termine che effettivamente gli si addice).
Marte, amore mio, come si fa a disprezzare uno che ti recluta senza neanche chiederti il preventivo? Ihhhhhhhhhhhhhhhhhhhh

martedì 24 gennaio 2012

Professione "eventologa"

Nonostante il design del nuovo blog faccia palesemente pena, ho deciso di approfittare di queste nuove quattro nude mura (virtuali) per riprendere il mio diario. Appena riesco a trovare il classico attimo di respiro tra una faccenda e l'altra, cercherò di renderlo presentabile.
Duuuunque....dove eravamo rimasti? Non me lo ricordo...
Partiamo da oggi, mi sembra la cosa migliore.

Diciamo che il grande cambiamento di questi pochi mesi è stato nello stile di vita e nei tempi delle mie giornate. Sono passata da un lavoro che mi permetteva di avere pause di un certo rilievo ad uno che è piuttosto dinamico, se consideriamo anche il fatto che non mi basta un mese di lavoro per guadagnare quello che guadagnavo prima in tre giorni. Prima diciamo... ai tempi d'oro della mia ex professione. Quando ancora mi sembrava tanto figo farmi trapanare da sconosciuti isterici e strafatti di cocaina.
Non vuole essere un'ode ai tempi andati. Ho fatto tante scelte nella mia vita, mi sono andate tutte bene e sono contenta di essere dove sono e come sono ora (e soprattutto con chi sono ora).

Ho aperto una piccola ditta individuale che si occupa di organizzare eventi (e che completa l'offerta con servizi di interpretariato turistico, ovviamente). Inizialmente, dopo essere partita con il famoso progetto con l'amminstrazione di cui accennavo in uno dei miei ultimi post che è ben lungi dal trovare una fine considerando i tempi geologici della politica,  mi è stato chiesto di partecipare all'organizzazione di un piccolo convegno in un hotel in città. Un hotel a caso.... Quello di Roberto. E indovinate chi mi ha proposto la cosa? Roberto. Ebbene sì... ho cominciato la mia attività grazie alla nostra amicizia. Che vi devo dire... potevo rifiutare perché è più figo "farsi da soli"? Che è poi come dire "masturbarsi" in pratica.
Lui mi ha proposto la cosa, io ne ho parlato con Marte, ha detto sì, io ho detto di sì e mi ha messo in contatto con la segreteria organizzativa dell'evento. SONO STATA RACCOMANDATA DA UNO CHE MI SCOPAVA. Sì ebbene sì! Rientro nella media del mignottame che imperversa da anni nel nostro paese. Contrariamente a molte altre però non sono diventata Ministra nè velina, ma ho solo co-coordinato l'organizzazione di un piccolo evento che mi ha poi portato a dire "che figo organizzare piccoli eventi". Ed eccomi qua. Ho ripreso in mano i miei vecchi contatti, ne ho parlato con Marte, che ne ha parlato in ufficio da lui, che ne hanno parlato con suo padre, che ne ha parlato con tizio, caio e sempronio ecc ecc
Non è una novità che nella libera professione il passaparola e le pubbliche relazioni siano il pane quotidiano. 

Non do niente per scontato però e... sto valutando l'offerta formativa universitaria per un master in comunicazione che vada bene per me. Mi fa schifo l'idea di fare un mestiere senza un'adeguata preparazione e nonostante stia passando i giorni a lavorare (e a cercare lavori) e le notti a studiare, vorrei un pezzettino di carta che ufficializzi il tutto. Anche se alla fine serve solo a me e al mio ego. E anche se non ho idea di quanto tutto questo durerà.

Parlando della mia vita sentimentale... facciamo alla prossima puntata che Marte non c'è e mi metto in sottofondo un bel porno giapponese magari mentre cerco il nuovo stile del mio blog.